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Autotutela sostitutiva: legittimo il nuovo accertamento dopo l’annullamento del primo

Giovedì 10/09/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
L’annullamento in autotutela di un avviso di accertamento impugnato e la successiva emissione di un nuovo atto pongono il problema degli effetti processuali della cessazione della materia del contendere e dell’eventuale formazione del giudicato.

Il caso all’esame della Corte

Con l’Ordinanza n. 24037 del 26 luglio 2026 la Corte di Cassazione, Sezione V Civile, si è pronunciata sulla possibilità per l’Amministrazione finanziaria di emettere un nuovo avviso di accertamento dopo aver annullato in autotutela quello originario, mentre era ancora pendente il giudizio.
 
La vicenda riguardava il classamento di un immobile adibito ad abitazione principale. A seguito della procedura DOCFA, l’Agenzia delle Entrate aveva rettificato la categoria catastale da A/7 ad A/1, con conseguente aumento della rendita. Il primo avviso era stato annullato dai giudici per carenza di motivazione e, nelle more dell’appello, l’Agenzia lo aveva successivamente annullato in autotutela. Il giudizio era quindi stato dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere. L’Amministrazione aveva poi emesso un nuovo avviso, emendato dal vizio di motivazione. I contribuenti avevano contestato anche il secondo atto, sostenendo che sulla precedente decisione si fosse formato il giudicato.

Autotutela possibile anche a giudizio pendente

La Cassazione ha accolto la tesi dell’Agenzia, ribadendo che, finché non siano decorsi i termini per l’accertamento e non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato, l’Amministrazione può annullare in autotutela un atto impositivo viziato e sostituirlo con un nuovo avviso, anche durante il giudizio. Si tratta di un potere riconducibile al principio di perennità della potestà amministrativa, che consente l’esercizio dell’autotutela sostitutiva anche in pendenza dell’impugnazione dell’atto originario.
 
La successiva cessazione della materia del contendere non comporta, inoltre, la formazione del giudicato sulla sentenza di primo grado, quando questa era ancora oggetto di impugnazione. Nel caso esaminato, era quindi legittima l’emissione del secondo avviso di accertamento.
 
La Corte ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Toscana, in diversa composizione.

Fonte: https://www.cortedicassazione.it
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