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Regime Forfettario sotto controllo: il monitoraggio di incassi e limitiMartedì 28/07/2026, a cura di AteneoWeb S.r.l.
Aderire al regime forfettario è una scelta vincente per molti professionisti e lavoratori autonomi, ma richiede una vigilanza costante sulle somme effettivamente incassate. Se l'attività cresce, è fondamentale conoscere il funzionamento dei tetti d'incasso per non trovarsi impreparati di fronte a un cambio di regime fiscale. La mappa dei limiti: 85.000 e 100.000 euro La legge definisce un percorso a doppio binario nel caso in cui si oltrepassi il volume di ricavi o compensi consentito. L'effetto sulla gestione fiscale varia in modo drastico a seconda della cifra raggiunta.
Focus sull'uscita immediata: se si valica il tetto dei 100.000 euro, non si attende la fine dell'esercizio solare. Il documento contabile che fa superare tale importo deve già includere l'addebito dell'IVA. Da quel momento in poi, l'intera attività passa alla contabilità ordinaria con tassazione IRPEF a scaglioni. La Regola del "Ragguaglio ad Anno" Per chi avvia una Partita IVA a esercizio già avviato (ad esempio in primavera o in autunno), il limite di 85.000 euro si riduce in proporzione ai giorni di attività effettivi compresi tra la data di apertura e il 31 dicembre. Importante eccezione: La soglia limite di 100.000 euro non subisce mai alcun ragguaglio. Resta fissa a 100.000 euro anche per chi apre la Partita IVA negli ultimi giorni dell'anno.
Ricordiamo che nel regime agevolato non è la data di emissione della fattura a determinare il fatturato dell'anno, bensì l'incasso effettivo (principio di cassa).
Strategie pratiche di monitoraggioPer gestire al meglio i volumi d'incasso ed evitare passaggi di regime improvvisi:
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Studio Bertola di Bertola Giovanni e Bertola Federico |
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